#BeSmartWorkerChallenge: condividiamo i nostri momenti “smart”

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#BeSmartWorkerChallenge: condividiamo i nostri momenti “smart”

 #BeSmartWorkerChallenge: gli attimi in qualche modo più significativi (e anche i funny moments) dell’essere lavoratori “smart” ai tempi del Coronavirus, ma anche quelli duri.

Bene o male, siamo tutti quanti sulla stessa “barca”. E intendo approfittarne per fare qualcosa di bello in vasta compagnia (si spera), provando ad alimentare una sana connessione tra le persone che in questo momento stanno condividendo la cruda storia di un virus che, oltre a causare i danni che sta facendo, costringe le persone a lavorare perlopiù segregate in casa.

Lungi da me dal voler fare qualcosa che sia tipo “wow che figata” o va tutto alla grande e siamo tutti felici di fare lo smart work … niente affatto, ma allo stesso tempo, credo che ci sia spazio per la riflessione, quella vera. Come leggevo in un articolo su Linkedin di Gregorio Di Leo “… Se continuiamo a farci aggregare dalla paura, il massimo che saremo in grado di fare è quello di provare a tornare indietro più velocemente possibile al mondo rotto da cui proveniamo. Nei momenti di difficoltà dobbiamo provare a tirare fuori il meglio di noi stessi, e non il peggio. Non importa se questa situazione durerà un giorno, due settimane o un anno, conta piuttosto se saremo in grado di tirare fuori la nostra parte migliore. Sembra banale ma è così.”

Ebbene, eccoci qua con #BeSmartWorkerChallenge – la challenge “FunnyProfessional” per pensare positivo, che commuoverà e il web.

Come da tradizione, c’è una specie di CONCEPT.

Perché #BeSmartWorkerChallenge?

Perché essere uno smart worker fa parte di me e di tutti quanti noi oggi, perché in fondo, un po’ per il modo e un po’ per il luogo dove il lavoro viene svolto, forse “smart” lo siamo davvero un po’ tutti: siamo in contatto con più persone nello stesso momento, usiamo strumenti di elevata tecnologia che ci mettono in contatto con persone dall’altra parte del mondo, possiamo virtualizzare scenari e situazioni e viaggiare alla “velocità della luce”, magari mentre cuciniamo un risotto.

Organizziamo colazioni via Hangouts, partecipiamo a virtual stand-up meeting, l’apericena lo abbiamo tramutato in aperiSkype, prima odiavamo portare fuori l’umido e oggi lo vediamo come un obiettivo di fine giornata per prendere una boccata d’aria.

E poi, cos’altro?

Ecco, con #BeSmartWorkerChallenge vorrei provare a scoprirlo.

Senza troppi voli pindarici, il lavoro è smart, incredibilmente agile e fatto di relazioni, dove ci incontriamo nonostante le distanze, ci aiutiamo, supportiamo, sorridiamo e discutiamo, ma in tutto questo ci sono anche nuove storie, nuove abitudini, routine, nuovi luoghi, gesti, che talvolta ci scopriamo persone diverse e capaci di compiere azioni e fare cose che neppure pensavamo potessero fare parte di noi.

Quindi, i temi dei volenterosi #BeSmartWorkerChallenge spaziano dall’ascolto alla collaborazione, dal preparare la colazione al fare un meeting in pigiama, dal correre sul posto o sul balcone in uno spazio di un metro quadrato, al fare una video conferenza con 300 persone collegate da più posti nel mondo, con magari i figli che ti tirano contro il pallone perché stanno giocando a calcio in salotto, o ancora dal pranzo davanti al pc con maxitoast alla riunione a distanza con 4 figli sulle gambe e il cane che abbaia…

INFORMAZIONI PRATICHE E FONDAMENTALI

#BeSmartWorkerChallenge è libero, nelle mie migliori intenzioni, salterà fuori il nostro magico identikit di lavoratori agili e smart che siamo, in questi giorni del coronavirus.

– Il canale da utilizzare per partecipare attivamente (pubblicando i vostri contributi) o consultare quello che succede (navigando gli #) è Instagram.

– Come si fa? Molto banalmente, pubblicate sul vostro profilo Instagram un contenuto che vi sembra possa ben corrispondere al tema della challenge. Se avete il profilo privato non risulterete “visitabili” nell’archivio generale, ma prima di tutto vale la vostra privacy.

– Che vuole dire “contenuto“? Una foto o un video nella gallery.

–L’idea è quella di creare un repository stabile, che rimanga disponibile a tutti per i prossimi mille anni, anche quando tutto questo sarà terminato e potremo riguardarci, potremo guardare al passato sapendo di aver vissuto un periodo davvero straordinario, perché nulla di ordinario c’è in ciò che facciamo, oggi.

Nel raccontare che Smart Worker siamo, infatti, diventeremo anche una potenziale fonte d’ispirazione e di spunti per gli altri.

Chissà magari qualche virtuosismo o nuova stramba (ma buona!) abitudine.

– È obbligatorio partecipare? No.

– E se arrivate in ritardo? Pazienza. Usando l’ # giusto si può recuperare, se vi va.

– E quale sarebbe questo #?

Ogni foto dovrà essere accompagnata da un #: #BeSmartWorkerChallenge (servirà per raccogliere TUTTO quello che produciamo ed avere appunto il repository). In questo modo, avremo a disposizione l’archivio completo del progetto.

– Cosa devo scrivere nella caption?

Oltre al #BeSmartWorkerChallenge, consiglio di indicare un pensiero, ovvero una riflessione e, se vi va, due parole come descrizione del momento o della situazione, della circostanza e perché no, di qualche emozione. Ogni approfondimento sarà ben accolto.

Esempio:

#BeSmartWorkerChallengeAh, che ridere! Non mi era mai capitato di correre 2 km in un metro quadrato. Alla fine ridevo da solo, mio figlio mi fissava in un modo che non avevo mai visto, non me lo scorderò mai.

 

– Si vince qualcosa? No. Ma a alla fine mi piacerebbe provare a inviare un mega collage con tutti i contenuti (o fermo immagine per chi dovesse inviare dei video) della nostra esperienza di lavoratori smart ai tempi del coronavirus.

– Ma ci sono delle specifiche da seguire, o di formato? Non ci sono. Siete voi, siamo NOI e le nostre giornate con queste nostre nuove vostre abitudini. Fate quel che volete, sentitevi liberi, anche di estendere ad amici (anzi l’invito è che lo facciate) ah e poi… non c’è una commissione d’esame.

– Non vi sentite fotografi provetti o dei video-makers? La cosa è del tutto irrilevante. Non è un concorso per art director ma un progetto collettivo ed un esperimento (to be positive) sociale che punta a diffondere la nostra quotidianità che siamo certi essere anche molto frizzante e simpatica di questi tempi.

– Vedete dello spam o delle foto non pertinenti? Siate educati, ma fatelo notare, spiegando magari che cosa stiamo facendo. Dedichiamoci insieme a mantenere l’ordine e l’armonia, insomma.

Abbiamo una ambizione: ci piace pensare che tutto questo possa aiutarci a ricordare ciò che siamo e, perché no, anche a regalarci un sorriso e a condividerlo con gli altri. Perché in fondo, andiamo e guardiamo avanti per costruire un domani migliore.

Insieme.

#BeSmartWorkerChallenge #skilleyd

 

2020-03-19T15:12:14+00:00

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